Trieste, 29 maggio 2025 – CTS H2 consolida il suo ruolo da protagonista nel progetto North Adriatic Hydrogen Valley (NAHV), l’unica Hydrogen Valley transfrontaliera a livello europeo, che coinvolge Italia (Friuli Venezia Giulia e Veneto), Slovenia e Croazia. Il progetto, già finanziato nel 2023 dalla Clean Hydrogen Partnership nell’ambito di Horizon Europe, entra oggi in una nuova fase con una stima di investimenti complessivi che supera i 3 miliardi di euro, come riportato dal Messaggero Veneto.
NAHV si configura come un’iniziativa strategica per la transizione energetica dell’area adriatica, con l’obiettivo di produrre oltre 5.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno, integrando produzione, stoccaggio, distribuzione e impiego finale nei settori industriale, energetico e della mobilità sostenibile.
CTS H2 partecipa al progetto in qualità di partner tecnologico e operativo, con la progettazione di un mini-impianto cogenerativo per la produzione di idrogeno verde da fonte idroelettrica, completamente modulare e trasportabile. Questa infrastruttura è pensata per servire la mobilità a idrogeno lungo il corridoio nord-adriatico, adattandosi a diverse esigenze territoriali e contribuendo in modo diretto alla decarbonizzazione dei trasporti. “La nostra partecipazione al NAHV è la conferma dell’approccio concreto e innovativo di CTS H2. Non si tratta di un progetto isolato, ma di un percorso strutturato e progressivo per creare valore sostenibile lungo tutta la filiera dell’idrogeno” – dichiara il team CTS H2.
Il progetto NAHV, con 60 partner e 17 progetti pilota in corso, rappresenta un caso esemplare di cooperazione europea per la neutralità climatica, coinvolgendo istituzioni, aziende e università in una rete virtuosa. Oltre a CTS H2, il consorzio include player industriali, enti pubblici e centri di ricerca di rilevanza internazionale.
L’iniziativa si inserisce pienamente negli obiettivi del Green Deal Europeo, con azioni mirate a creare un mercato competitivo dell’idrogeno rinnovabile e a trasformare i settori più difficili da decarbonizzare, come acciaierie e cementifici.